Funzione per funzione
La piattaforma eventi per la tua location per matrimoni: tutte le funzioni, una per una
La pagina di un evento è fatta di 17 tipi di sezione, che accendi e spegni uno alla volta. Lo stesso editor produce un open day per matrimoni – le porte aperte, se preferisci chiamarle così – una fiera sposi e una serata di presentazione, per una villa, un agriturismo, una masseria, una sala ricevimenti o un ristorante con la sala grande. Qui sotto trovi ogni funzione per conto suo: che cosa fa, che cosa è già acceso il primo giorno e che cosa ancora non c’è.
Aggiornato:
Di quali sezioni è fatta la pagina di un evento?
La pagina di un evento è fatta di 17 tipi di sezione – dall’hero e il programma fino alla mappa della sala, al Passaporto dell’evento e alla galleria live – che accendi uno alla volta e metti nell’ordine che vuoi.
- Hero
- Nome, data, struttura, conto alla rovescia e pulsante di iscrizione; foto, carosello o video.
- Descrizione e Testo libero
- Due blocchi di testo per le tue parole; il testo libero si può ripetere.
- Programma
- Ora, titolo, descrizione, luogo: in timeline, a schede o in elenco.
- Fornitori
- Schede con logo, categoria, descrizione e link; ognuna apre un profilo intero.
- Galleria
- Le foto a mosaico, a griglia o in striscia, con l’ingrandimento a tutto schermo.
- Galleria live
- La sezione in cui scrivono gli ospiti: caricano le foto dal telefono durante la giornata.
- Menu
- Una carta da degustazione: categorie con icona, piatti con le indicazioni per allergie e diete.
- Offerta
- I pacchetti: nome, descrizione, il prezzo «a partire da» e che cosa comprendono.
- Iscrizioni e Verifica disponibilità
- Due moduli: prenotare il posto all’evento e chiedere se una data di nozze è libera.
- FAQ, Come arrivare e Contatti
- Le risposte, la mappa e persone con un nome, non un centralino.
- Mappa della sala e Passaporto dell’evento
- Gli stand sulla tua planimetria e i QR code alle tappe sparse per la struttura.
- AI – «Immaginate il vostro matrimonio»
- La foto della tua sala torna allestita nello stile scelto dalla coppia.
Un evento nuovo parte con cinque sezioni già al loro posto: hero, descrizione, programma, fornitori e iscrizioni. Le altre le aggiungi quando ti servono, e quelle che non ti servono restano spente.

Come creo la pagina di un open day senza rifare il sito?
La pagina evento si costruisce in un editor con quattro schede – Contenuti, Fornitori, Design, Impostazioni – e l’anteprima dal vivo di fianco: vive a un indirizzo suo, non tocca il sito della struttura e si salva da sola mentre scrivi.
Le sezioni si spostano trascinandole, si spengono senza cancellarle e si chiamano come vuoi tu: se ai tuoi fornitori dici «Partner», quella parola compare nel menu e sopra la sezione stessa. Il testo si scrive come in un programma di videoscrittura e i colori arrivano dal tema, quindi non è possibile scrivere qualcosa di illeggibile. Non c’è codice, non ci sono plugin e non c’è un hosting da rinnovare a gennaio.
Il salvataggio parte da solo circa 0,7 secondi dopo che hai smesso di scrivere, separatamente per ogni sezione, e l’indicatore diventa rosso esattamente sull’elemento che non è passato: non scopri un paragrafo perso un’ora dopo. L’anteprima di fianco passa dalla larghezza del computer a quella del telefono. Per capire che cosa stai risparmiando: una landing page fatta da un’agenzia in Italia sta fra 500 e 3.000 euro, IVA esclusa, e sia WebNovis sia GetResponse Italia indicano 600–1.500 euro come fascia realistica per una piccola impresa – per una pagina sola, che poi resta ferma. E chiariamo che cosa non è: WeddieEvents non è un gestionale. Non tiene il calendario delle sale, non fa preventivi e non emette fatture. Fa la pagina dell’evento e i contatti che arrivano da lì.

Come raccolgo le iscrizioni a un open day senza WhatsApp e Messenger?
Il modulo di iscrizione chiede i nomi della coppia e l’e-mail, in più – se li vuoi – la data delle nozze, il numero di invitati previsto e il telefono, e pretende un consenso esplicito e separato per essere ricontattati dalla tua struttura.
La data delle nozze è l’unica domanda facoltativa accesa dall’inizio. Il numero di invitati e il telefono li aggiungi tu, se ti servono, e il messaggio libero è facoltativo. Puoi anche mettere un tetto ai posti, per la sala che ha una capienza che preferisci non superare: «ingresso gratuito, posti limitati, prenotazione obbligatoria» è la formula che i futuri sposi italiani leggono da sempre, e qui è un numero vero che chiude le iscrizioni da solo. Ogni iscrizione finisce nella tabella Iscrizioni, con le colonne Coppia, E-mail, Telefono, Data del matrimonio, Invitati e Ricevuta il.
Il consenso è un campo a sé, obbligatorio, con il nome della tua struttura scritto dentro – non una casella appiccicata a un regolamento che nessuno apre. In Italia non è una formalità: l’art. 130 del Codice privacy (D.Lgs. 196/2003) chiede il consenso per la posta elettronica commerciale, e l’eccezione del comma 4, il cosiddetto soft spam, vale solo per gli indirizzi raccolti «nel contesto della vendita» di un servizio analogo. Un’iscrizione a un open day non è una vendita, quindi non è coperta: servono un consenso libero e specifico e l’informativa dell’art. 13 del GDPR nel punto esatto in cui raccogli il dato. E se chiedi il telefono per chiamare, prima di comporre il numero si controlla il Registro Pubblico delle Opposizioni, che dal D.P.R. 26/2022 copre anche i cellulari e annulla i consensi al telemarketing dati in precedenza.

Come faccio a mostrare ai futuri sposi le date ancora libere?
La verifica delle date libere funziona così: la coppia sceglie la data del matrimonio – «sabato 11 settembre 2027 è libero?» – lascia i nomi e un’e-mail, e la richiesta arriva fra le Richieste di disponibilità con la data chiesta in una colonna sua, ordinabile, non come una frase dentro un messaggio.
È la prima domanda di ogni telefonata e l’ultima cosa che un modulo di contatto sa gestire. In Italia pesa più che altrove, perché l’anno di una location non sono 365 giorni: il 46,2% dei matrimoni e delle unioni civili del 2024 si è celebrato di sabato – il 54,8% fra quelli con rito religioso – e circa otto su dieci cadono fra aprile e ottobre, con due picchi a giugno e a settembre (Istat, «Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – anno 2024»). Sono poche decine di sabati, e ogni richiesta punta lì. Le coppie decidono anche con largo anticipo: il 32% sceglie con 12–18 mesi di anticipo e il 27% con 9–12 mesi. E la location è il fornitore che quasi nessuna coppia salta: la prenota il 99% (Rapporto sul Settore Nuziale 2026 di matrimonio.com, 3.100 coppie sposate nel 2025).
La differenza è nella forma del dato. Un modulo di contatto produce un paragrafo di prosa da cui la data va estratta a mano. Qui la data chiesta è una colonna: la ordini, vedi quante coppie stanno chiedendo lo stesso sabato e sai a chi rispondere per primo. Sulla scheda di ogni location, matrimonio.com mette il pulsante «Consulta la disponibilità e i prezzi»: la verifica delle date fa la stessa cosa sulla tua pagina, con la richiesta che arriva a te invece che al portale. Eventbrite o Vivaticket questo concetto non ce l’hanno: sanno la data dell’evento, non la data che l’ospite ti sta chiedendo.

I fornitori possono aggiornare da soli la loro scheda?
Inviti il fornitore per e-mail; entra con il suo link e modifica soltanto la propria scheda – descrizione, link, logo e fino a otto foto – e si stampa il QR code del suo stand.
La scheda di un fornitore tiene logo, categoria, descrizione, sito, Instagram, Facebook, telefono ed e-mail, e si apre su un profilo intero con dietro il portfolio. Le categorie suggerite sono quattordici – fotografo, videomaker, band, DJ, fiorista, pasticceria per la torta, photo booth, trucco e acconciature, wedding planner e via dicendo – ma il campo è libero, quindi ci scrivi la tua: allestimenti, bomboniere, auto d’epoca, animazione per i bambini.
Il fornitore non ha nessun ruolo nel pannello della tua struttura. Vede e cambia solo la sua riga, niente altro, ed è questa la differenza fra invitarlo qui e dargli le chiavi del tuo sito. Vale la pena contare quante aziende sono: una coppia italiana lavora in media con 12 fornitori (Rapporto sul Settore Nuziale, edizione 2024, 2.700 coppie sposate). Trenta schede che non hai dovuto scrivere sono trenta imprese con un motivo per portare i propri contatti alla tua giornata – e per loro è visibilità che altrove si paga: a Tuttosposi 2026 uno stand da 12 mq costa a un nuovo espositore 980 euro di iscrizione più 200 euro al mq di area, più 90 euro al mq di allestimento (listino tuttosposi.it, IVA esclusa).

Come pubblico il programma dell’open day ora per ora?
Il programma si scrive una volta sola – ora, titolo, descrizione, luogo – e il giorno dell’evento lo stesso programma diventa una barra «Ora / A seguire» in cima alla pagina.
Il programma ha tre impaginazioni: in timeline, a schede o in elenco semplice. Ogni voce è un’ora, un titolo, una descrizione e un posto – la degustazione in sala, la prova del primo ballo sulla pista, l’allestimento dei tavoli in giardino, il sopralluogo guidato con chi gestisce la struttura. È la domanda che arriva più spesso prima di un open day, e le location italiane che lo fanno bene lo pubblicano già: la Tenuta Santi Giacomo e Filippo mette online il «Programma dell’evento» con gli orari, dalle 10:00 alle 14:30. Scriverlo una volta costa meno che rispondere trenta volte.
La barra del programma dal vivo è l’unica funzione accesa dall’inizio, e l’unica che devi spegnere di proposito. Compare soltanto nel giorno dell’evento, mostra la voce in corso e quella successiva e se la cava anche con un programma che passa la mezzanotte. Gli orari non si scrivono una seconda volta: sono gli stessi che hai già messo nel programma, e se sposti la degustazione di mezz’ora si sposta anche la barra.

Quanti tipi di QR code stampa la piattaforma?
La piattaforma stampa quattro tipi di QR code da un foglio solo: la pagina dell’evento, l’area riservata agli ospiti, lo stand di ogni fornitore e ogni tappa del Passaporto.
- Il QR code della pagina
- Per l’invito, la locandina e la vetrina della struttura stessa.
- Il QR code dell’area riservata
- Apre l’area nel momento in cui viene inquadrato, senza cifre da scrivere.
- Un QR code per ogni stand
- Apre la scheda di quel fornitore e conta quante volte è stato inquadrato il codice del suo stand.
- Un QR code per ogni tappa
- Uno per esperienza; la serie completa svela il codice premio della location.
- Sempre nella tua lingua
- Ogni indirizzo porta con sé la lingua dell’evento: una pagina scritta in italiano non si apre in inglese.
- Un foglio solo da stampare
- Tutti i codici su una pagina, e ognuno si scarica anche in SVG.
- Se cambi l’indirizzo, ti avvisa
- L’editor dice chiaro che i codici già stampati smettono di funzionare.
Il foglio dei QR code lo vedono solo il titolare e l’amministratore. Stampi una volta, ritagli e distribuisci: è tutto lo strato fisico della giornata, fatto con la pagina che hai già. Gli ospiti li inquadrano con la fotocamera del telefono, senza installare niente – e il 64% dei futuri sposi italiani usa il telefono come dispositivo principale, il 70% fra quelli della generazione Z (Rapporto sul Settore Nuziale 2026 di matrimonio.com). Un check-in con QR code personali non c’è: i QR code aprono la pagina, non spuntano una lista. All’ingresso l’accoglienza legge dal telefono la tabella delle iscrizioni raccolte prima della giornata.
Come metto una parte della pagina dietro un PIN?
Imposti un codice di accesso da 4 a 8 cifre e le sezioni segnate come «Riservata» non finiscono nemmeno dentro il codice della pagina finché l’ospite non scrive il PIN; se cambi il PIN, tutti gli accessi già dati smettono di funzionare.
Una sezione riservata non è nascosta con il CSS e non è coperta da un riquadro: non è proprio nel codice della pagina finché il codice di accesso non arriva. È la differenza fra il contenuto che vendi e il contenuto che chiunque legge nel sorgente – la galleria del dopo-evento, il prezzo di un pacchetto o l’anteprima AI restano dietro la porta, e non si trovano nemmeno guardando la pagina con gli strumenti del browser.
Il cookie di accesso è firmato insieme all’evento e al PIN in corso, e resta un cookie tecnico legato all’accesso, non un cookie di profilazione. Perciò se cambi quattro cifre la mattina dopo, ogni accesso concesso prima muore all’istante, senza nessuna lista da ripulire. L’area può avere il nome che vuoi tu, e quel nome compare sopra la sezione e sulla cartolina stampata con il codice. Finché non imposti un PIN, l’area riservata non esiste: nasce con le cifre.
Come funziona la planimetria interattiva con gli stand?
Carichi il disegno della tua sala e ci trascini sopra gli stand; l’ospite tocca uno stand sul telefono e gli si apre la scheda di quel fornitore, con i contatti e le foto.
La mappa della sala è la tua planimetria – una pianta, uno schizzo o la fotografia di un disegno – e nell’editor ci lasci cadere sopra dei punti, assegnando a ognuno un’azienda presa dall’elenco dei fornitori. Le posizioni sono salvate in percentuale, così la mappa si comporta allo stesso modo sul telefono e su uno schermo grande. Le misure sono quelle che il mercato usa davvero: il circuito Fiere Sposi vende stand da 8 mq (4×2), 9 mq (3×3) e 12 mq (4×3), o multipli, e su una planimetria del genere venti o trenta punti stanno comodi.
Una planimetria appesa dentro una galleria come fotografia non è cliccabile, e un PDF con l’elenco degli stand non è una pagina. A trenta stand questa è la differenza fra una folla che si orienta e una folla che se ne va dopo il primo corridoio. Vale anche per chi espone: a Tuttosposi 2026 un nuovo espositore paga 980 euro di iscrizione, 200 euro al mq di area, 90 euro al mq di allestimento e 216 euro di deposito per l’impianto elettrico – 4.676 euro più IVA per 12 mq (listino tuttosposi.it) – e chi ha pagato quella cifra, o anche solo il tempo di montare uno stand da te, si aspetta di essere trovato. La mappa della sala è spenta di default: la accendi quando l’evento ha degli stand, cioè quasi sempre per una fiera sposi.
Che cosa fa il Passaporto dell’evento?
Il Passaporto dell’evento è una serie di tappe con un QR code sparse per la struttura: gli ospiti le inquadrano mentre girano e, quando le hanno raccolte tutte, compare un codice premio scritto dalla location.
Le tappe le inventi tu: la degustazione in cucina, il tavolo dei dolci, la suite degli sposi, il giardino, la sala allestita come per un ricevimento. Ognuna ha la sua icona disegnata a mano e il suo QR code sul foglio da stampare. Il compito del Passaporto è distribuire le persone per la struttura invece di lasciarle in coda al buffet – e portarle da sole negli angoli che altrimenti mostri una coppia alla volta durante un sopralluogo.
L’avanzamento vive nel browser dell’ospite. Non c’è nessun account, non c’è nessun accesso da fare e dalla nostra parte non c’è nessun profilo del visitatore: alla location torna soltanto il numero di passaporti completati. Nessun cookie di profilazione e nessun account per gli ospiti, il che in Italia è una cosa in meno da spiegare, visto quanto il Garante è attivo sui banner dei cookie. Il premio è un testo che scrivi tu: uno sconto sul preventivo, un buono degustazione, quello che ha senso nel tuo listino.

Chi carica le foto nella galleria live?
Le foto della galleria live le caricano gli ospiti, dal telefono, durante la giornata: ognuno può cancellare le proprie e la location può cancellarle tutte.
La galleria live è l’unica sezione in cui scrivono gli ospiti. La foto finisce nel tuo archivio privato, non sotto l’hashtag di qualcun altro, e compare sulla pagina in pochi secondi: la galleria si aggiorna ogni 25 secondi finché qualcuno la tiene aperta. Tiene 500 foto per evento e 30 per telefono: abbastanza per una giornata intera, non abbastanza perché un telefono solo riempia la galleria di doppioni.
Quello che ti resta dopo è una cartella di fotografie vere di una sala piena, scattate e regalate dalle persone che c’erano. Le location ce l’hanno di rado, perché il fotografo lo prenota la coppia per il proprio matrimonio, non la struttura per il proprio evento. E servono esattamente a quello che i futuri sposi cercano: il 58% dice di volere immagini della location e il 53% guarda le foto di matrimoni già celebrati lì (Rapporto sul Settore Nuziale 2026 di matrimonio.com, 3.100 coppie). La galleria live è spenta di default, e decidi tu se sta davanti al codice di accesso o dietro.
AI, «Immaginate il vostro matrimonio»: che cosa fa davvero?
La coppia sceglie uno stile, i colori, la disposizione dei tavoli e gli elementi di decoro, e la fotografia della tua sala torna allestita per il loro matrimonio: tre anteprime per ogni ospite, con il contatore sempre a schermo.
Ci sono dieci stili di ispirazione, otto abbinamenti di colori, cinque disposizioni dei tavoli e dieci elementi di decoro, più un campo libero in cui la coppia scrive con parole sue. La base sono al massimo due fotografie della tua sala, indicate dal titolare o dall’amministratore: non foto d’archivio e non l’interno di qualcun altro.
Pinterest e Instagram mostrano la sala di un’altra struttura. Questo mostra la tua, con le sue finestre, il suo soffitto e le sue proporzioni. In Italia serve più che altrove: nel 2024 il 61,3% dei matrimoni è stato celebrato con rito civile, contro il 43,1% del 2014 (Istat, «Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – anno 2024»), e sempre più coppie devono quindi immaginare la stessa sala due volte, prima per la cerimonia e poi per il ricevimento. Il contatore delle anteprime rimaste sta sullo schermo dal primo clic, così non finiscono a sorpresa. Una coppia che spende tre anteprime sulla tua sala non sta più guardando in giro: sta scegliendo.
Quanti temi ci sono e fin dove arriva la personalizzazione?
La piattaforma ha 12 temi e 12 composizioni dell’hero, che si scelgono separatamente – 144 combinazioni – più cinque colori che puoi sovrascrivere e 48 abbinamenti di caratteri già pronti.
- 12 temi
- Ognuno con la sua palette, i suoi caratteri, gli angoli, l’ornamento e la logica di impaginazione.
- 12 composizioni dell’hero
- Il tema e la composizione si scelgono a parte: 144 combinazioni possibili.
- 5 colori tuoi
- Principale, accento, sfondo, superficie e testo, su qualsiasi tema.
- 48 abbinamenti di caratteri
- Otto caratteri per i titoli per sei caratteri di testo, accoppiati in anticipo.
- 12 comandi di decoro
- 5 texture, 6 motivi da matrimonio, 2 movimenti di sfondo e 9 effetti, tutti spenti.
- Illustrazione del tema
- Quattro temi hanno un disegno a piena pagina fatto apposta per loro; è facoltativo.
- Logo della location e icona nella scheda del browser
- Il logo nell’intestazione e l’icona del browser si impostano separatamente.
- Fotografia di sfondo
- Sei sezioni accettano una foto a tutta larghezza, in due intensità.
12 comandi di decoro: 5 texture, 6 motivi da matrimonio, 2 movimenti di sfondo e 9 effetti, che accendi uno alla volta e che partono tutti spenti. Un castello, una masseria e un agriturismo non possono avere lo stesso aspetto: per questo il tema e la composizione dell’hero si scelgono separatamente.
Come pubblichi le foto della location perché i futuri sposi le guardino fino in fondo?
La galleria funziona in tre impaginazioni – mosaico, griglia e striscia – con l’ingrandimento a tutto schermo; le foto arrivano dal tuo telefono oppure da una libreria di immagini gratuite dentro l’editor.
La foto viene rimpicciolita nel browser prima ancora di partire, quindi caricare direttamente dal telefono funziona anche con il segnale che c’è davvero in una masseria o in un casale di campagna. Ogni foto ha un campo descrizione che diventa il suo testo alternativo: un campo solo che copre l’accessibilità e il modo in cui la pagina viene letta ad alta voce, ed è anche l’unica parte di una fotografia che un motore di ricerca sa leggere.
Se hai tre scatti dal telefono e nient’altro, nell’editor c’è una libreria di foto gratuite: quelle che scegli vengono copiate nell’archivio della tua struttura e l’autore è citato in fondo alla pagina, così la pagina pubblicata non va a chiedere niente al server di qualcun altro. La libreria è della location, quindi una foto usata una volta è già pronta per l’evento successivo. E vale la pena metterci del tempo: sotto «location matrimoni» matrimonio.com elenca 3.774 strutture (letto il 7 settembre 2026), e la differenza fra la tua e le altre la fanno le fotografie, non le parole.

Conviene mettere i prezzi dei pacchetti sulla pagina dell’evento?
Sì, conviene: la sezione Offerta mostra i pacchetti con nome, descrizione, elenco di quello che comprendono e una riga «a partire da» – un prezzo indicativo, non un preventivo – e un prezzo indicativo filtra prima del sopralluogo le coppie che quel budget non ce l’hanno.
È una decisione commerciale, non tecnica, e la piattaforma non la prende al posto tuo. La meccanica però è semplice: una riga «a partire da» ferma le venti richieste che non sarebbero mai diventate una prenotazione e scalda quelle che potevano diventarlo. E il mercato italiano quel prezzo lo mostra già: sulla pagina di ricerca delle location, matrimonio.com stampa accanto alle strutture etichette come «Da 65 €», «Da 80 €» e «Da 160 €» a persona (letto il 7 settembre 2026). Se non lo scrivi tu sulla tua pagina, il portale lo scrive comunque al posto tuo – e il prezzo totale è fra i criteri di scelta del 64% dei futuri sposi (Rapporto sul Settore Nuziale 2026).
Un pacchetto ha un nome, una descrizione scritta come si scrive un testo normale, la riga «a partire da» e l’elenco di quello che comprende. Scrivi sempre se la cifra è IVA inclusa o IVA esclusa: in Italia un prezzo senza quella parola sembra scritto da qualcuno che non fattura, e i listini seri del settore – dalle fiere ai fornitori – la mettono sempre. Se preferisci non pubblicare nessun prezzo, tieni l’elenco e togli la riga, oppure segni la sezione come Riservata e la mostri solo agli ospiti entrati con il codice di accesso.

Dove arrivano le richieste e che cosa c’è scritto dentro?
Le richieste arrivano nella schermata Contatti come tre elenchi separati: le iscrizioni con i dati della coppia, le richieste di disponibilità con la data chiesta e le domande dal modulo di contatto.
- Iscrizioni
- Coppia, E-mail, Telefono, Data del matrimonio, Invitati, Messaggio e Ricevuta il.
- Richieste di disponibilità
- Nomi, e-mail, messaggio e la data chiesta in una colonna sua.
- Domande
- I messaggi dal modulo di contatto, in un elenco separato dalle iscrizioni.
- Consenso a essere ricontattati
- Un campo obbligatorio a parte, con il nome della tua struttura, salvato con ogni richiesta.
- Nessuna e-mail ti avvisa
- Non arriva nessuna notifica: questa schermata la apri tu.
- L’export non c’è ancora
- Niente CSV e niente Excel: i contatti si leggono a schermo.
- Solo titolare e amministratore
- Il collaboratore scrive i contenuti della pagina e questa schermata non la vede.
- Moduli che reggono la giornata
- I limiti sono larghi, perché 150 telefoni si dividono una sola linea.
- Chiedere due volte si può
- Una coppia già iscritta può comunque mandare una domanda dopo.
Sopra le tabelle stanno otto numeri: visite alla pagina, ingressi nell’area riservata, QR code inquadrati, iscrizioni, richieste di disponibilità, domande, fornitori salvati e passaporti completati.
Come faccio a sapere quanti hanno aperto la pagina dell’evento?
Le visite alla pagina sono uno degli otto numeri che la piattaforma misura per ogni evento, più tre per ogni fornitore, conservati come totali giornalieri, senza profili dei visitatori, senza pixel e senza tag manager.
- Aperture della scheda
- Quante volte qualcuno ha aperto il profilo di quel fornitore.
- QR code allo stand
- Quante volte è stato inquadrato il QR code del suo stand.
- Salvato dalle coppie
- Quante coppie lo hanno messo nella loro lista di fornitori salvati.
- Totali al giorno, non tracce
- Ogni numero è un conteggio per evento, per metrica e per giorno.
- Niente pixel, niente tag manager
- Nessun pixel di Meta, nessun GA4, nessun tracciatore di terze parti.
- Quello che fa l’ospite resta nel telefono
- Fornitori salvati e timbri del passaporto vivono nel suo browser.
- Tre cookie tecnici
- Accesso all’area riservata, contatore delle anteprime AI, limite di caricamento.
- A che cosa servono
- I tre numeri di un fornitore sono l’argomento con cui gli vendi lo stand dell’anno prossimo.
Le statistiche le vedono solo il titolare e l’amministratore. Le interazioni con i fornitori sono il report che dopo la giornata mandi a ogni azienda separatamente, e serve davvero: a SposinLove uno stand preallestito costa 115 euro al mq e un’area libera 75 euro al mq (listino prezzi 2026, IVA 22% esclusa), quindi chi espone da te vuole sapere che cosa gli ha reso la giornata.
In che lingue funziona la pagina che vedono gli ospiti?
Il pannello e l’interfaccia della pagina parlano italiano, e oggi anche inglese, polacco e bulgaro. I contenuti dell’evento invece si scrivono in una lingua sola, e quella lingua fissa l’indirizzo della pagina e ogni QR code che stampi.
Va detto con precisione, perché qui è facile promettere troppo. Tradotto è il contorno: pulsanti, etichette, nomi delle sezioni e messaggi dei moduli, cioè tutto quello che non scrivi tu. Le tue frasi – la descrizione, il programma, i piatti, i pacchetti e le risposte delle FAQ – esistono nell’unica lingua in cui le hai scritte.
Quella lingua fissa l’indirizzo canonico della pagina ed è cucita dentro ogni QR code del foglio da stampare, così la pagina non si apre in inglese all’ospite che è già in piedi davanti alla tua porta. Se lavori con coppie che arrivano da fuori, la strada è un evento a parte con un indirizzo suo, non una seconda versione linguistica della stessa pagina. In Italia non è un caso di scuola: nel 2024 Istat ha contato 3.378 nozze fra sposi entrambi stranieri e non residenti, quasi il 2% di tutti i matrimoni celebrati nel Paese, e le mette sotto il titolo «turismo matrimoniale». Per quel pubblico l’open day in inglese è un evento suo, con il suo indirizzo e i suoi QR code.
Posso far gestire la pagina dell’evento anche al mio staff?
Sì: una location ha tre ruoli – il Collaboratore scrive i contenuti della pagina, mentre la pubblicazione, le impostazioni, il PIN, la visibilità delle sezioni, la schermata Contatti e il foglio dei QR code restano al Titolare e all’Amministratore.
La linea è tracciata attorno a una cosa sola: i numeri di telefono delle coppie. Chi coordina gli eventi può scrivere il programma, sistemare la descrizione, aggiungere fotografie e compilare il menu, che è tutto quello che il lavoro richiede davvero. Non vedrà la schermata Contatti, non può pubblicare la pagina e non può cambiare il codice di accesso. Non è diffidenza: un numero di telefono è un dato personale, e chi quel numero non lo deve chiamare non ha motivo nemmeno di leggerlo.
Gli inviti partono per e-mail e si entra con un link di accesso, quindi non esiste una password scritta su un foglietto al banco dell’accoglienza, che è il modo in cui in una struttura che d’estate raddoppia il personale le credenziali finiscono in mano a chiunque. Il ruolo di titolare si passa a un’altra persona quando la struttura cambia gestione, senza rifare niente. Un account tiene fino a cinque location, e il team di una location arriva a cinquanta persone, inviti ancora in attesa compresi.
Che fine fanno i dati dei futuri sposi?
Il titolare del trattamento dei dati è la tua struttura: il consenso è un campo obbligatorio a parte, le statistiche sono totali giornalieri senza profili dei visitatori e i file stanno in un archivio privato della singola location, nell’Unione Europea.
Qui non appendiamo un bollino di conformità, perché un bollino non risponde alla domanda che ti farà davvero una coppia. La risposta è il meccanismo. Il titolare del trattamento dei dati sei tu, la piattaforma li tratta per conto tuo, e l’informativa dell’art. 13 del GDPR sta nel punto esatto in cui il dato viene raccolto. Il consenso a essere ricontattati dalla tua struttura è un campo a sé, con il tuo nome dentro il testo, obbligatorio al momento dell’iscrizione e salvato insieme alla richiesta: non è piegato dentro un link a un regolamento su cui nessuno clicca.
Le statistiche sono conteggi per evento, per metrica e per giorno: da lì non c’è nessuna strada che riporti a una persona. In tutto il prodotto non c’è un pixel di Meta, non c’è GA4 e non c’è un tag manager, e i soli cookie sono tecnici: l’accesso all’area riservata, il contatore delle anteprime AI e il limite di caricamento delle foto. I fornitori salvati e i timbri del passaporto non escono mai dal browser dell’ospite. Le fotografie stanno nell’archivio privato della tua location, per impostazione predefinita nell’Unione Europea. Un dettaglio italiano che vale la pena conoscere: l’art. 2-quinquies del Codice privacy fissa a 14 anni l’età in cui un minore può dare da solo il consenso per i servizi online, non a 16 come altrove nell’Unione, e a un open day i telefoni che inquadrano i QR code non sono tutti di maggiorenni. Motivo in più perché il Passaporto e la galleria live non chiedano né account né dati.
Che differenza c’è fra una pagina evento, Facebook, Google Forms, Eventbrite e una landing page da agenzia?
Facebook ha la portata, Google Forms ha l’export e una landing page da agenzia ha un designer: una pagina evento fa il lavoro che sta in mezzo, cioè invitare, mostrare il programma e i fornitori e raccogliere i contatti a un indirizzo solo, che resta online anche dopo la giornata.
| Opzione | In che cosa vince | Costo reale | Tempo per partire | Chi ha i dati della coppia | Che cosa non fa |
|---|---|---|---|---|---|
| Evento su Facebook | Portata e velocità della prima risposta: la condivisione è nativa e su Messenger rispondi in pochi secondi. | Gratis | Minuti | Meta; la lista «Interessati» sono profili, non indirizzi e-mail | Niente programma ora per ora, niente codice di accesso, niente telefono e data delle nozze dentro una tabella |
| Google Forms | Gratuito, capito da tutti al primo sguardo, e vince sull’export: le risposte finiscono in un foglio di calcolo tuo, che puoi ordinare. | Gratis | Minuti | Il tuo foglio di calcolo | Non è una pagina: niente programma, niente fornitori, niente galleria, niente QR code |
| Una pagina in più sul sito della struttura (Wix, WordPress) | Il tuo dominio: ogni visita e ogni link lavorano per il sito che già paghi. | L’abbonamento Wix, oppure l’hosting WordPress più chi te la costruisce | Da giorni a settimane | Tu | Verifica della disponibilità, planimetria interattiva e Passaporto vanno costruiti da zero |
| Eventbrite, Vivaticket o un software per eventi (Sharevent, Digivents) | Iscrizioni fatte come si deve: tetto ai posti, lista d’attesa, e-mail di conferma e biglietti a pagamento. | Eventbrite trattiene una commissione su ogni biglietto più le spese di incasso; le piattaforme italiane per eventi si comprano a preventivo, non a listino | Circa un’ora | L’operatore, e tu attraverso il suo export | Non sa la data che la coppia ti sta chiedendo: conosce solo la data dell’evento |
| Una scheda su un portale per matrimoni | Distribuzione che non costruisci da solo: i futuri sposi ci arrivano già cercando una location libera per il 2028. | Nessun portale italiano pubblica il prezzo del proprio abbonamento: l’iscrizione è gratuita e la tariffa arriva per telefono | Ore | Il portale; a te gira la richiesta | È una scheda nel catalogo di qualcun altro, e il catalogo si è concentrato: zankyou.it oggi reindirizza a matrimonio.com |
| Una landing page da agenzia | Progettata per convertire, nella tua identità, da chi lo fa di mestiere, con misurazione e test A/B nei pacchetti alti. | Da 500 a 3.000 euro più IVA (WebNovis, GetResponse Italia); da 2.000 a 5.000 con funnel e test A/B (WebNovis) | Da 3 giorni a 8 settimane | Tu | Cambiare il programma una settimana prima dell’open day è un’altra commessa per l’agenzia |
| WeddieEvents | Fatta per un lavoro solo: l’open day, la fiera sposi o la serata di presentazione di una location per matrimoni, con la verifica della data, i QR code e i numeri del giorno dopo. | Non esiste ancora un listino: le condizioni si fissano con ogni location a parte | Account in meno di un minuto, poi i tuoi contenuti | Tu; il consenso è un campo salvato a parte | Non c’è l’export in CSV e nessuna e-mail ti avvisa quando arriva una richiesta |
Le domande che ci fanno le location
Quanto costa una piattaforma per gli eventi di una location per matrimoni?
Non abbiamo ancora un listino: con le prime location lavoriamo caso per caso, e le condizioni si fissano prima del tuo primo open day, non dopo. Il prodotto a pagamento è l’altro: con weddie.app i futuri sposi organizzano il matrimonio, e le coppie che passano dalla tua pagina trovano quel nome. Per avere un metro di paragone, una landing page da agenzia in Italia costa fra 500 e 3.000 euro più IVA (WebNovis, GetResponse Italia).
Che differenza c’è tra una pagina evento e un gestionale?
Un gestionale governa il dietro le quinte della struttura: calendario delle sale, preventivi, contratti, fatture. Una pagina evento è il davanti: l’indirizzo pubblico che i futuri sposi aprono dal telefono, con il programma, i fornitori, il menu e i moduli che raccolgono i contatti. WeddieEvents fa il davanti e non fa il dietro, quindi non tiene il calendario delle sale, non prepara preventivi e non emette fatture. Se quello che cerchi è un gestionale, preferiamo scrivertelo qui piuttosto che fartelo scoprire dopo.
La pagina dell’evento si vede su Google?
Sì. Ogni evento pubblicato entra nella mappa del sito nella sua lingua, con un indirizzo canonico, l’immagine di anteprima presa dall’hero pubblico e l’icona della tua location nella scheda del browser. Un link incollato su WhatsApp o su Messenger mostra la fotografia della sala, non un rettangolo vuoto. Gli indirizzi che richiedono l’accesso restano chiusi ai motori di ricerca.
I futuri sposi devono scaricare un’app o creare un account?
No. La pagina si apre nel browser del telefono e i QR code si inquadrano con la fotocamera, senza installare niente. Il Passaporto dell’evento e la lista dei fornitori salvati vivono nel browser dell’ospite: nessuna registrazione, nessuna password e nessun profilo del visitatore dalla nostra parte. L’unica cosa che una coppia scrive è il modulo di iscrizione, se decide di iscriversi.
Posso mettere il logo e i colori della mia struttura sulla pagina?
Sì. Carichi il logo per l’intestazione e, separatamente, l’icona che compare nella scheda del browser, e scegli se in alto sta il nome, il segno o tutti e due, e da che parte del menu. Su ognuno dei 12 temi puoi sovrascrivere cinque colori: principale, accento, sfondo, superficie e testo. Il logo può portare al sito della tua struttura.
Si integra con il mio CRM o con il gestionale della struttura?
No. Oggi non ci sono integrazioni, non c’è un’API e non ci sono webhook, quindi niente viene spinto dentro un CRM, uno strumento per le e-mail o un foglio di calcolo. Iscrizioni, richieste di disponibilità e domande si leggono nella schermata Contatti. Se il tuo processo dipende dal fatto che i dati escano da soli, questa è la mancanza da mettere sul piatto prima di iniziare.
Come esporto i contatti raccolti dopo l’evento?
Per ora non puoi: l’export in CSV o in Excel non è ancora stato costruito. Iscrizioni, richieste di disponibilità e domande si leggono nella schermata Contatti, con accanto la data del matrimonio, il telefono e il consenso. Lo scriviamo chiaro perché su questo singolo punto, oggi, un modulo di Google è meglio di noi.
Che cosa succede alla pagina dopo l’open day?
Resta al suo indirizzo finché non annulli la pubblicazione, e continua a lavorare: chi ha inquadrato un QR code in sala la riapre a casa, e le richieste di disponibilità arrivano anche nei giorni successivi. I contatti restano nella schermata Contatti e le fotografie restano nell’archivio della tua location, già pronte per l’evento dopo. Se preferisci chiuderla, «Annulla pubblicazione» la toglie dal pubblico senza cancellare niente.
Serve un dominio o un hosting per la pagina dell’evento?
No. La pagina dell’evento vive a un indirizzo suo dentro la piattaforma, quindi non compri un dominio, non paghi un hosting e non hai niente da rinnovare a gennaio. Il sito della tua struttura resta dov’è e non viene toccato: la pagina si collega dal menu o da un pulsante e i due indirizzi convivono. Ricorda solo che l’indirizzo scelto finisce dentro i QR code, quindi si decide prima di andare in stampa.
La pagina funziona anche se in sala il telefono non prende bene?
È il caso per cui è costruita. Le fotografie vengono rimpicciolite nel browser prima di partire, così caricare dal telefono funziona anche con una linea lenta, e i limiti dei moduli sono larghi perché in una giornata di porte aperte 150 telefoni si dividono la stessa connessione. La galleria live si aggiorna ogni 25 secondi e solo per chi la tiene aperta. I QR code portano a un indirizzo normale: se il segnale basta ad aprire una pagina qualsiasi, basta anche per questa.
Costruisci la pagina del tuo prossimo open day
Crea l’account della tua struttura, incolla l’indirizzo del tuo sito e guarda la prima bozza. Tutto quello che hai letto qui sopra è già dentro: il resto lo accendi quando ti serve.
Lasci un’e-mail e ti arriva il link per entrare. Nessuna password e nessuna carta di credito.
