Il salone delle feste del Sallustio ha il parquet posato nel 1912, cinque lampadari di cristallo, un balcone che corre per tutta la lunghezza della sala e le finestre su via Boncompagni. A tavola ci stanno duecentoquaranta invitati; in piedi, per un ricevimento, trecentocinquanta. Il bar della hall, da solo, è già un motivo per venire fin qui.
La serata a porte aperte è il salone com’è la sera di un matrimonio, non una visita a mezzogiorno con le tende tirate: i tavoli apparecchiati, la band che suona, la cucina che manda in sala il menu delle nozze, la torta tagliata alle undici. Vestitevi come vi va. Andate via con una data.